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giovedì 12 gennaio 2012

Quanto ti prendi una porta in faccia

Quando ti prendi una porta in faccia non è mai bello. Non te lo aspetti e il dolore sul naso è ancora più forte. Anche perchè se chi te la spinge addosso ha aperto negli anni questa porta, l'ha sempre lasciata spalancata, ha costruito portoni, ha lasciato aperto cancelli... non ti ha mai fatto pensare a questa possibilità.

Il mondo sta cambiando o forse è già cambiato e fino ad oggi non me ne sono voluta rendere conto. Nel mio piccolo andavo avanti, passo dopo passo, senza guardarmi troppo intorno, sicura che il mio castello non sarebbe mai stato espugnato.

Siamo numeri. Siamo numeri su un foglio bianco scritti da un omino qualunque che si alza la mattina e fa il bello e il cattivo tempo.

Abbiamo smesso di essere persone, con una propria storia, un proprio perchè. A nessuno interessa più chi sei, da dove vieni, dove stai andando, cosa stai facendo e soprattutto perchè lo stai facendo. Solo un numero su un foglio, il risultato di una formula matematica. Asettico.

16 anni gettati via in un minuto. Senza nemmeno guardarti negli occhi.

martedì 20 dicembre 2011

Non va tutto bene...

Proprio no.
Io pensavo di poter trascorrere una gravidanza senza pensieri come con Alice, invece è sopraggiunto un problema anche abbastanza serio.
Mi hanno diagnosticato la placenta previa. In pratica la placenta parte dal lato destro della mia pancia per finire a quello sinistro passando però da sotto, chiudendo completamente il canale del parto.
Così com'è la mia ginecologa dice che difficilmente si sposterà quindi devo fare il cesareo alla 38 settimana con tanto di sacche di sangue pronto per eventuali trasfusioni.
Sono distrutta.
Già ho paura dell'operazione in se poi se penso alle eventuali complicazioni mi paralizzo.
Oggi vedo tutto nero, stanotte non ho quasi dormito, speriamo che nei prossimi giorni, anche con l'aiuto del Natale, il dolce colore azzurro prenda il sopravvento nella mia testolina.

martedì 6 dicembre 2011

Così non va...

Certe volte le persone ti deludono così tanto che ti senti spinta giù in un buco nero e risalire è veramente difficile. Come se la colpa fosse tua e devi trovare la forza tutta da sola per ripartire. E come se non fosse successo niente, intorno a te sembra la normalità che ti scivola addosso. Ti senti trascinare. Ti senti schiacciare. E la delusione ti fa dubitare. Di tutto. Del passato, del presente e del futuro. Delle parole. Dei sorrisi. E' come se il mondo si prendesse gioco di te.

Brutte giornate.

martedì 4 ottobre 2011

annastaccatolisa

io ci credevo
si, un pò ci credevo
perchè non può essere sempre tutto così maledettamente difficile e ingiusto
perchè avevi il diritto di vivere una vita migliore
avevi il sacrosanto diritto di tornare a casa felice
di stare con il tuo lui
di avere una vita normale
perchè il dolore aveva già colpito la tua famiglia
e non è giusto che colpisca due volte le stesse persone
non è giusto
NO. NON. E'. GIUSTO.

www.annastaccatolisa.splinder.com

http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_04/gasperetti-annalisa_1884e3ac-ee61-11e0-a09e-1525768cac3d.shtml

lunedì 13 giugno 2011

Il peggio di me

ho tirato fuori il peggio di me: le urla, le grida, le patacche, le parole...
e tutto per un misurino di antibiotico

dopo un ora, dico UN ORA non dieci minuti, di pianti, di gnole, di lamenti... sono scoppiata

dopo un lungo week end di mamma full-time (venerdì, sabato e domenica), anche oggi lei con me, sono esplosa

la pazienza l'ho lasciata dal medico stamattina che mi ha fatto fare un ora e mezzo di anticamera

dopo che ieri ho anche litigato con lui e ne è venuto fuori che la televisione è un sacrosanto diritto degli uomini che non possono e non vogliono farne a meno e tutto il resto è secondario

oggi sono veramente uno straccio, sia fisicamente che psicologicamente

arriverà anche stasera

giovedì 9 giugno 2011

Gaet

Avevo scritto un bel post questo pomeriggio per te.
L'ho anche pubblicato.
Era toccante e profondo.
Poi stasera ho saputo una cosa.
Una cosa su di te che mi ha turbato.
E ci sono rimasta molto ma molto male.
Mi sono sentita tradita.
Allora ho cancellato il post.
Mi dispiace,

Ci mancherai.

mercoledì 11 maggio 2011

Una serata "vecchio stile"

Ieri sera siamo tornati indietro nel tempo.
Siamo tornati in due.

Alle 19 Alice è crollata in un sonno profondissimo, dopo aver dormito poco al pomeriggio, dopo aver fatto i capricci, dopo aver pianto ininterrottamente per 25 minuti.

Abbiamo cenato nel silenzio dei suoi discorsi, abbiamo riordinato la cucina in una surreale tranquillità, abbiamo iniziato a guardare un film alle nove anzichè alle dieci. Eravamo enormemente tristi.

Ogni attimo ci mancava. La cercavamo con lo sguardo. Speravamo si svegliasse per venire sul divano con noi.

Ormai la nostra famiglia è fatta di tre persone. Di ritmi a tre. Di abitudini del nostro piccolo topino.

No, a stare soli non eravamo affatto felici.

giovedì 5 maggio 2011

Una poesia...

Una vita per la morte
Una morte per la vita
Un inizio per una fine
Una fine per un inizio
Navigare nel finito
Nella speranza di un infinito

Emily Dickinson

venerdì 30 luglio 2010

SONO TRISTE

Nessuno commenta mai i post del mio blog ...

Che tristesssssssa.....

:-(